Indietro

ⓘ Lingua istrorumena. La lingua istrorumena è una lingua neolatina in via di estinzione, parlata dal popolo istrorumeno, poche centinaia di persone nella parte ce ..



                                     

ⓘ Lingua istrorumena

La lingua istrorumena è una lingua neolatina in via di estinzione, parlata dal popolo istrorumeno, poche centinaia di persone nella parte centro-orientale dellIstria.

                                     

1. Caratteristiche

Listrorumeno, assieme al meglenorumeno, al macedorumeno o arumeno e al dacorumeno o rumeno vero e proprio, è un sottogruppo del gruppo linguistico rumeno parlato in Istria e a sud del Danubio.

Dopo la ritirata Aureliana, alcuni daci-romanizzati emigrarono a sud del Danubio, mentre altre popolazioni dello stesso ceppo linguistico continuarono a coabitare sin dallepoca romana. Secondo la storiografia più recente, questa popolazione romanizzata o parzialmente latinizzata tornò in Valacchia e in Dobrugia a partire dal XIII secolo. Durante questi secoli di isolamento a sud del fiume, però, la lingua venne influenzata prevalentemente dai dialetti slavi che si parlavano nel corso del medioevo e questo lo si nota, nel rumeno, attraverso lutilizzo dei verbi allinfinito e dagli articoli determinativi posposti al nome. Nellistro-rumeno troviamo però il caratteristico rotacismo della lettera n, il che fa sospettare una qualche derivazione di questo - dopo la scoperta del primo documento scritto 1521 in rumeno a Brașov - dalla lingua parlata dai daci dellovest e dai transilvani abitanti allinterno della Dacia Felix. Oltretutto, i valacchi sono già menzionati in un documento vescovile del XII secolo a Trento. Una delle ipotesi più accreditate sarebbe quella che vede gruppi di tribù romanizzate in fuga dalle ultime invasioni degli ungari nel IX secolo che potrebbero in seguito essersi insediate in Istria. La successiva sconfitta dei magiari da parte dei Germani forzò linsediamento stabile di questi ultimi in Pannonia; fatto che provocò lisolamento tra gli slavi del nord polacchi e cechi e quelli del sud serbi e croati.

I valacchi dellIstria continuarono quindi a vivere come una cellula isolata dalla madrepatria.

                                     

2. Storia

Le analisi linguistiche suggeriscono, che gli istroromeni siano discendenti dei fuggiaschi spinti dalle invasioni ottomane nei Balcani, che per un certo periodo vissero nellentroterra dalmata, nelle zone di Dinara e Velebit. Nel XV e nel XVI secolo questi gruppi vennero colonizzati nellIstria centrale, nei pressi di Trieste e sullisola di Veglia, occupando un territorio largamente spopolato a causa di epidemie e invasioni. Larea linguistica istrorumena si ridusse poi a causa dellassimilazione linguistica da parte della maggioranza croata.

Nei tempi dellImpero austro-ungarico non venne messa in atto nessuna tutela della minoranza istro-romena. Il Regno dItalia, al contrario, intraprese politiche favorevoli alla minoranza istrorumena, utile strumento per contrastare la maggioranza slava dellIstria interna. Venne creato un comune istrorumeno Valdarsa e si aprì una scuola in lingua romena. Andrea Glavina, il primo sindaco di Valdarsa, fu il principale promotore della rinascita degli istroromeni in quegli anni: già nel 1905 pubblicò il "Calendario lu Rumen din Istria", dove raccolse vocaboli, proverbi e racconti in uso tra i cici per tramandarne la memoria. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1925, la scuola romena venne comunque sostituita da scuole italiane

Dopo la seconda guerra mondiale molti istrorumeni furono coinvolti nellesodo istriano.

Listrorumeno sopravvive in Istria solamente nei villaggi di Seiane, Susgnevizza, Lettai, Sucodro, Costorciani, Grobenico, Villanova dArsa e Berdo, ma è parlato in altre parti dellIstria dove le famiglie sono emigrate.

La lingua istrorumena ed il suo popolo sono considerati a rischio estinzione dallUnione europea e dalle Nazioni Unite.

                                     

3.1. Grafia e fonetica Grafia

Quasi ogni ricercatore ha trascritto listrorumeno usando una diversa convenzione. Attualmente la grafia più utilizzata è quella di Kovačec, adottata anche dai linguisti rumeni Richard Sârbu e Vasile Frățilă, ispirata in gran parte da quella di Sextil Pușcariu, con elementi derivati dalla grafia del croato. Vrzić propone invece una grafia più vicina a quella del croato con laggiunta di tre sole lettere. Questa grafia è pensata per i locutori istrorumeni che hanno familiarità con grafia del croato e che vogliono imparare a scrivere nella propria lingua. Di seguito vengono riportati i grafemi che risultano differenti da quelli del rumeno standard in almeno una delle due grafie:

                                     

3.2. Grafia e fonetica Fonetica e fonologia

Listrorumeno presenta alcune particolarità di pronuncia rispetto al rumeno standard con la trascrizione di Kovačec:

  • La å ha una diversa resa a seconda della suono che la precede, talvolta suona come la vocale, in tal modo senza un contesto adeguato al femminile non si distingue fra la forma con articolo definito da quella senza articolo: limb a significa "lingua" ma anche "la lingua".
                                     

4. Grammatica e sintassi

Listrorumeno ha molte caratteristiche morfologiche e sintattiche della lingua latina. La struttura dei verbi è semplificata, ma conserva linfinitivo ed il participio della lingua latina.

VERBI ISTRORUMENI

Coniugazione I, II, III, IV Infinitivo: cl´amå, ramaré, båte, durmí altri verbi di I coniugazione: stå, turnå, zucå altri verbi di II coniugazione: ve, tiré, be altri verbi di III coniugazione: årde, plerde, zaclide altri verbi di IV coniugazione: avzí, fi, cuperí altri verbi di IV coniugazione formati con -éi ed -úi: bivéi, movéi, piséi, frustikéi, carúi, radúi.

I verbi che finiscono in -véi ed -úi sono interattivi, mentre quelli che finiscono in -éi sono perfettivi od imperfettivi.

Coniugazione I, II, III, IV Gerundio: rugánda, tiránda, tragánda, avzínda, copéinda Presente Coniugazione I, II, III, IV 1.pl.: rugån, tirén, mézen, avzín 3.pl.: rógu, tíru, mégu, åvdu Imperfetto

Coniugazione I, II, III, IV 1.sg.: rugåiam, cadéiam, trazéiam, avzíiam 2.sg.: rugåiai, cadéiai, trazéiai, avzíiai 3.sg.: rugåia, cadéia, trazéia, avzíia 1.pl.: rugåian, cadéian, trazéian, avzíian 2.pl.: rugåiat, cadéiat, trazéiat, avzíiat 3.pl.: rugåia, cadéia, trazéia, avzíia

Passato remoto

Il passato remoto è formato col participio passato e viene associato col verbo ausiliare "ve" nel presente. 1.sg. rugåt-am 2.sg. tirút-ai 3.sg. tras-a 1.pl. avzít-am 2.pl. verít-at 3.pl. copéit-av

Congiuntivo presente è identico allindicativo presente, ma viene preceduto dalla congiunzione "se" o "neca". Condizionale presente res, rei, re, ren, ret, re) + rugå

Condizionale passato + fost + rugå

Condizionale futuro Coniugazione I, II, III, IV 1.sg.: rugår, tirúr, trasér, avzír, copéir 2.sg.: rugåri, tirúri, traséri, avzíri copéiri 3.sg.: rugåre, tirúre, trasére, avzíre, copéire 1.pl.: rugårno, tirúrno, trasérno, avzírno, copéirno 2.pl.: rugåret, tirúret, traséret, avzíret, copéiret 3.pl.: rugåru, tirúru, traséru, avzíru, copéiru

Il vocabolario è molto simile a quello della lingua latina, come si può vedere ad esempio dai pronomi personali: io/ego; tu/tu; ie/illus; io/illa; noi/nos; voi/vos; eli/illi; eale/illae.

Una caratteristica dellistrorumeno è il "rotacismo", cioè la tendenza a sostituire la "n" colla "r". Ad esempio il latino "lumina" luce diventa "lumira" in istrorumeno.

A continuazione si citano alcuni proverbi istrorumeni, con traduzione in lingua italiana:

  • Bure lemne face bur foc / buona legna fa buon fuoco
  • Nuie carne far de ose / non cè carne senza ossa
  • Ce a facut maia va face si feta / ciò che fa la madre lo fa la figlia
  • Roba nu face frataru / labito non fa il monaco


                                     

5. Toponimi locali

Si riporta di seguito la trascrizione in lingua istrorumena dei toponimi ufficiali croati di otto villaggi, in cui è ancora parlato listrorumeno

  • Susńevita o Susńevite / cr. Šušnjevica it. Valdarsa
  • Noselo o Nosela / cr. Nova Vas it. Villanova dArsa
  • Letaj / cr. Letaj it. Lettai
  • Sucodru / cr. Jasenovik it. Sucodro
  • Costârcean / cr. Kostrčani it. Costorciani
  • Grobenjco / cr. Grobnik it. Grobenico
  • Berdo / cr. Brdo it. Briani
  • Diversi comuni della zona circostante presentano inoltre una denominazione slava derivata dallistrorumeno: Buzet it. Pinguente da buză labbra, Katun it. Cattuni da cătun casolare, Gradinje it. Gardini da grădină giardino.

                                         

    6.1. Testi Padre Ireneo della Croce – Lista di vocaboli 1698

    Nella sua" Historia antica e moderna, sacra e profana, della città di Trieste”, pubblicata a Venezia nel 1698, il predicatore carmelitano fra Ireneo della Croce Giovanni Maria Manarutta, fa riferimento alla presenza di pastori di lingua romena Chichi sull’altopiano triestino e riporta una lista di vocaboli e brevi frasi che rappresenta probabilmente la più antica attestazione dell’istroromeno. L’autore cita anche il termine Rumeri, con cui i pastori indicavano se stessi.

    Parole e Vocaboli usati da Chichi

                                         

    6.2. Testi Alberto Fortis - Padre Nostro 1774 circa

    In un articolo del 1976 il romanista croato Žarko Muljačić pubblica il contenuto di alcune carte appartenenti all’illuminista padovano Alberto Fortis, conservate nella Biblioteca Universitaria di Lubiana. In uno di questi fogli compare un testo del Padre Nostro oltre ad un elenco di parole con traduzione latina nel dialetto istrorumeno parlato nel villaggio di Pogliza, sull’isola di Veglia. Il testo può essere fatto risalire al 1774 o poco prima ed è al momento la più antica testimonianza conosciuta del dialetto romeno di Veglia.

    Pater noster in dialetto Poglizano dellIsola di Veglia

                                         

    6.3. Testi Ivan Feretić 1819 - Preghiere

    Nel 1819 il sacerdote di Veglia Ivan Feretić Verbenico 1769-1839, nel suo" Fragmen historiae Civitatis et insulae Veglae” scritto in croato e pubblicato nella rivista "Pucki prijatelj" nel 1903, trascrive due preghiere nel dialetto istrorumeno parlato nel villaggio di Pogliza:

    Padre nostro

    Ave Maria

                                         

    6.4. Testi Antonio Covaz 1846 - Narrazioncelle

    Il numero del 3 gennaio 1846 della rivista" L’Istria” pubblicata da Pietro Kandler contiene un lungo articolo di Antonio Covaz, che descrive usi e costumi degli Istrorumeni chiamati da Covaz" Rimliani”. Covaz riporta anche due saggi linguistici con la traduzione in italiano.

    Due uomini

    La cicala e la formica

                                         

    6.5. Testi Pietro Kandler 1849 - Saggi di lingua Valaca

    Sempre sulla rivista" L’Istria” nel novembre del 1849 compaiono alcuni saggi di Istrorumeno definito" lingua Valaca”, in buona parte traduzioni di brani dal latino. Riportiamo la traduzione di una favola di Esopo con le note originali tra parentesi e il testo latino:

    Il cane e il pezzo di carne

                                         

    6.6. Testi Jakob Sajovec 1856 - Preghiere in lingua valacca

    Nell’ottobre del 1856 la rivista Novice, pubblicata a Lubiana, ospita un articolo di Jakob Sajovec in cui vengono riportati con grafia slovena il Padre Nostro, l’ave Maria, il Credo, i sette sacramenti e i sette peccati capitali nel dialetto istrorumeno di Šušnjevica val d’Arsa. Riportiamo, a titolo di esempio, il Credo:

    Credo

                                         

    6.7. Testi Graziadio Isaia Ascoli 1861 – Padre Nostro

    Nel 1861 Graziadio Isaia Ascoli, nel volume" Studj Critici”, pubblica un articolo dedicato alle minoranze straniere in Italia in cui compare un’ampia trattazione dell’Istrorumeno, basandosi su materiale inviatogli nel 1860 dal sacerdote Antonio Micetich, originario di Berdo in Valdarsa. Tra i saggi compare anche una versione del Padre Nostro:

                                         

    6.8. Testi Giovanni Papanti 1875 - Novella I.9 del Boccaccio

    Allinterno della raccolta di versioni dialettali della nona novella del prima giornata del Decamerone, pubblicata da Giovanni Papanti nel 1875 e intitolata I parlari italiani in Certaldo alla festa del V centenario di Messer Giovanni Boccacci, compare anche una versione nel dialetto istrorumeno di Berdo indicato come rumano-slavo.

    Rumano-Slavo – Berdo Istria. Valdarsa

                                         

    6.9. Testi Andrea Glavina 1905 - Calindaru lu Rumeri din Istrie

    Nel 1905 Andrea Glavina pubblica a Bucarest il" Calindaru lu Rumeri din Istrie” Calendario dei Rumeni dell’Istria, il primo testo interamente in istrorumeno. Riportiamo, per confronto, le tre preghiere si noti la quasi totale scomparsa dei prestiti slavi:

    Ciace Nostru

    Cred in Domnu

    Salutatja lu Sveta Maria

                                         

    6.10. Testi Andrea Glavina 1922 - Inno istrorumeno

    A conclusione si riporta l Inno degli Istrorumeni composto da Andrea Glavina, lapostolo del popolo istrorumeno. Fu pubblicato nel 1922 in occasione dellinaugurazione della prima scuola di lingua romena nellunico comune istrorumeno di Valdarsa, istituito dal Regno dItalia nel 1921.

    Free and no ads
    no need to download or install

    Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

    online intellectual game →