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ⓘ Dialetto maiorchino. Il dialetto maiorchino è una sottovariante del balearico parlato nellisola spagnola di Maiorca. Lo stesso termine è utilizzato anche come e ..



                                     

ⓘ Dialetto maiorchino

Il dialetto maiorchino è una sottovariante del balearico parlato nellisola spagnola di Maiorca. Lo stesso termine è utilizzato anche come etnonimo dei suoi abitanti.

                                     

1. Storia

La lingua catalana venne portata dagli abitanti provenienti dal Rossiglione e dallEmpordà ai tempi della conquista di Maiorca da parte del re Giacomo I dAragona, per cui si conservano caratteristiche dialettali imparentate con varianti di dette zone. I conquistatori provenivano da luoghi diversi e in proporzioni diverse. Così e secondo il Llibre del Repartiment le terre conquistate furono ripartite tra le popolazioni provenienti dalla Catalogna 39.71 %, dallOccitania 24.26 %, Italia 16.19 %, Aragona 7.35 %, Navarra 5.88 %, Francia 4.42 %, Castiglia 1.47 % e Fiandre 0.73 %. A causa dello sterminio o dellespulsione della maggioranza della popolazione autoctona, nellisola non rimase sufficiente manodopera atta a coltivare i terreni agricoli. Nel 1230 venne fatta la stesura della carta di franchigia Franquezas de Mallorca, comprensiva di privilegi che attirarono molti coloni agricoltori. La nuova popolazione di Maiorca proveniva essenzialmente dalla Catalogna, più specificamente dal nord-est e dal suo entroterra, dallAmpurdán. A causa di ciò, la lingua propria di Maiorca è un dialetto orientale del catalano, denominato maiorchino. Tuttavia, il fatto che larcipelago balearico, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, si convertisse in centro commerciale e in ponte per lespansione catalana/aragonese, consentì un apporto lessicale da altre lingue, come il francese, litaliano, il provenzale e il greco. Daltra parte, il dominio britannico su Minorca nel XVIII secolo ha introdotto alcune parole di origine inglese come:" xoc ” da" chalk ”:" gesso”," escrú ”" screw ”:" vite”, ecc.

                                     

2. Caratteristiche

Oltre ad altri tratti distintivi, il maiorchino si caratterizza, per la pronuncia della vocale neutra di alcune e toniche, per la perdita della o della prima persona singolare del presente indicativo jo pens, jo deman e per leliminazione della a nelle parole sdrucciole terminanti in ia histori, presenci. Anche per la riduzione delle combinazioni gua e qua in go e co, soprattutto se in sillaba atona: aigo, llengo, gordar, coranta, corema. la soppressione della a nei verbi: gafar, conseguir. e lapostrofo del relativo e la congiunzione allinizio della parola successiva iniziante per vocale. Il suo aspetto più caratteristico è luso degli articoli cosiddetti "salados" es, sa, ets davanti a vocale o h, ses, s, so e sos gli ultimi due dopo la preposizione ab. Si caratterizza inoltre per le differenze nei verbi, come nel gerundio moguent, venguent. che terminano in guent, e per laggiunta del complemento diretto alla fine dei verbi dove viene soppressa la r finale del verbo che si lega alla consonante del complemento diretto accentandola és fácil ajudar na Maria → és fácil ajudal là. In più, il maiorchino ha unenorme quantità di parole proprie derivate da molte influenze linguistiche che sono transitate per le Baleari e dallantico sostrato latino che si è conservato meglio in questa zona di Spagna a causa della sua insularità: Al lot, cotxo, sebre, gonelles, trunyella, missè, manascal, ecc. Nei nomi e nei monosillabi del balearico, la "erre" finale romanica va sempre più scomparendo.

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