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Religione. La religione è quellinsieme di credenze, vissuti, riti che coinvolgono lessere umano, o una comunità, nellesperienza di ciò che viene considerato sac ..



                                               

Religione di Stato

La religione di Stato è un credo religioso imposto da uno stato a tutti i cittadini, o che comunque goda di un particolare riconoscimento a livello istituzionale rispetto ad altre religioni presenti nel territorio. Uno stato che ha una religione di stato è anche detto stato confessionale. Limposizione di religioni di Stato fu molto frequente nelletà antica, dallAntico Egitto al Giappone imperiale, fino allImpero Romano.

                                               

Religioni maggiori

La valutazione di quali siano le religioni maggiori, ovvero le principali religioni del mondo, può essere fatta con una pluralità di metodi; in molti casi, le affermazioni sullimportanza relativa di una religione riflettono un particolare punto di vista. Due metodi sono utilizzati in questa voce: numero di aderenti e definizione usata dagli studiosi delle religioni. Per le relazioni tra di esse si vedano le voci pluralismo religioso e dialogo interreligioso. Anche se non sono religioni, nelle statistiche però compaiono anche gli atei e gli agnostici considerati non religiosi, circa il 16% ...

                                               

Magia popolare

Con il termine di magia popolare si indicano quelle pratiche di magia, guarigione e divinazione più o meno superstiziose, praticate in Europa soprattutto presso le classi più popolari, tra il tardo XV secolo e la prima metà del XX secolo. La magia popolare si contrappone solitamente allalta Magia, o magia cerimoniale, la quale era invece solitamente praticata presso le classi sociali più colte ed agiate.

                                               

Sciamanesimo

Sciamanesimo indica, nella storia delle religioni, in antropologia culturale e in etnologia, un insieme di conoscenze, credenze, pratiche religiose, tecniche magico-rituali, estatiche ed etnomediche riscontrabili in varie culture e tradizioni; Boris Chiclo: "Fenomeno socio-religioso" ; Ugo Marazzi: "complesso di credenze, una concezione arcaica del mondo e delluniverso, al cui centro è la figura dello sciamano, intermediario professionale che opera da tramite tra il mondo degli uomini e il mondo degli spiriti" ; Charlotte Seymour-Smith: "complesso di credenze e pratiche religiose ed etnome ...

                                               

Religione civile

In sociologia della religione e della politica, lespressione religione civile si riferisce a quel processo culturale con cui, allinterno di una comunità, si crea e si elabora un patrimonio condiviso di pratiche rituali collettive, valori, lessici, simboli, credenze ideologiche, attraverso cui uno stato, una nazione, un regime o un potere, costruisce e conferisce unaura di sacralità alla propria sfera politica.

                                               

Religione protoindoeuropea

La religione protoindoeuropea è lipotetica religione praticata dagli Indoeuropei prima della loro espansione, quando ancora risiedevano nella patria originaria. Questa religione è stata ricostruita basandosi su evidenze linguistiche attraverso il metodo comparativo.

Religione
                                     

Religione

La religione è quellinsieme di credenze, vissuti, riti che coinvolgono lessere umano, o una comunità, nellesperienza di ciò che viene considerato sacro, in modo speciale con la divinità, oppure è quellinsieme di contenuti, riti, rappresentazioni che, nellinsieme, entrano a far parte di un determinato culto religioso. Va tenuto presente che "il concetto di religione non è definibile astrattamente, cioè al di fuori di una posizione culturale storicamente determinata e di un riferimento a determinate formazioni storiche".

Lo studio delle "religioni" è oggetto della "Scienza delle religioni" mentre lo sviluppo storico delle religioni è oggetto della "Storia delle religioni".

                                     

1. Etimologia

Il termine religione deriva dal latino relìgio, la cui etimologia non è del tutto chiarita.

Secondo Cicerone 106 a.C 43 a.C., la parola originerebbe dal verbo relegere, ossia "ripercorrere" o "rileggere", intendendo una riconsiderazione diligente di ciò che riguarda il culto degli dèi:

Jean Paulhan evidenzia come Lucrezio fece invece derivare religio dalla radice di re-ligare, nel significato "dei legami che uniscono gli uomini a certe pratiche" – derivazione che fu poi ritenuta tale anche da Lattanzio e Servio Mario Onorato però col significato di "legarsi nei confronti degli dei". Secondo Michael von Albrecht, da essa, poiché verbo contrario allidea di liberazione, Lucrezio ne derivò il significato negativo, del quale è: "molto grafica lespressione religione refrenatus 5, 114, che rispecchia le inibizioni al pensiero filosofico causate dal paganesimo: luomo è trattenuto, impedito, essendo le sue mani letteralmente "legate dietro la schiena". Inoltre "parla spesso dei" nodi stretti” della religio, dai quali Epicuro avrebbe liberato lumanità". Un significato simile le aveva attribuito lo storico greco Polibio, dando alla religione, ma con particolare riguardo alla tradizione e ai costumi dei Romani, il senso di un instrumentum regni. Nello specifico Lattanzio 250-327, che fu ripreso anche da Agostino dIppona 354-430, correggendo Cicerone, sostiene:

Così lo studioso Luigi Alici 1950- mette a confronto la lettura etimologica offerta da Agostino in De civitate Dei X,3, che si richiama a Cicerone, con quella di Lattanzio il quale "preferisce insistere sullidea primitiva di ciò che lega di fronte agli dèi":

Tuttavia lo storico delle religioni italiano Enrico Montanari 1942- osserva che:

Quindi, per Enrico Montanari, lorigine del termine "religione" è da ricercarsi nella coppia dei termini religere/relegere intesi come "raccogliere nuovamente", "rileggere" osservare "con scrupolo e coscienziosità lesecuzione di un atto" e quindi eseguire con attenzione l"atto religioso". Furono i primi teologi cristiani, nel IV secolo, a rovesciare il significato originario del termine per collegarlo al nuovo credo.

Allo stesso modo osservò Gerardus van der Leeuw 1890-1950 che coniando lespressione homo religiosus lo oppose all homo negligens:

                                     

2. Il dibattito sulla nozione di religione

La nozione di "religione" è problematica e dibattuta.

Da un punto di vista fenomenologico-religioso il termine "religione" è collegato alla nozione di sacro:

Da un punto di vista storico-religioso la nozione di "religione" è collegata al suo esprimersi storico:

Da un punto di vista antropologico-religioso la "religione" corrisponde al suo modo peculiare di manifestarsi nella cultura:

Anche se come evidenzia lo stesso Enrico Comba:

Quindi, come notano Carlo Tullio Altan e Marcello Massenzio, il fenomeno della religione:

                                     

3.1. Storia della definizione Grecia antica

Il termine che nella lingua greca moderna indica la "religione" è θρησκεία thrēskeia. Tale termine è collegato a θρησκός thrēskos ; "pio", "timoroso di Dio". Quindi anche se nella cultura religiosa greco-antica non esisteva un termine che riassumesse quello che noi intendiamo oggi per "religione", thrēskeia possedeva tuttavia un ruolo e un significato precisi: indicava la modalità formale con cui andava celebrato il culto a favore degli dèi. Scopo del culto religioso greco era infatti quello di mantenere la concordia con gli dèi: non celebrare loro il culto significava provocarne lira, da qui il "timore della divinità" θρησκός che lo stesso culto provocava in quanto connesso con la dimensione del sacro.

                                     

3.2. Storia della definizione Roma antica

La concezione romana di "religione" religio corrisponde alla cura nei confronti dellesecuzione del rito a favore degli dèi, rito che, per tradizione, va ripetuto finché non risulti correttamente eseguito. In questo senso i romani collegavano al termine di "religione" un senso di timore nei confronti della sfera del sacro, sfera propria del rito e quindi della religione stessa.

In un ambito più aperto i romani accoglievano comunque tutti i riti che non contrastassero con il mos maiorum dei tradizionali riti religiosi, ovvero con il costume degli antenati. Quando nuovi riti, e quindi novae religiones, venivano a contrastare con il mos maiorum questi venivano proibiti: fu il caso, ad esempio e di volta in volta, delle religioni ebraica, cristiana, manichea e dei riti bacchanalia.

La prima definizione del termine "religione", ovvero del suo originario termine latino religio, la dobbiamo a Cicerone il quale nel De inventione così la esprime:

Con lepicureo Lucrezio 98 a.C 55 a.C. si affaccia una prima critica alla nozione di religione intesa qui come un elemento che sottomette luomo per mezzo della paura e da cui il filosofo deve liberarsi:



                                     

3.3. Storia della definizione Occidente cristiano

Le prime comunità cristiane non utilizzarono il termine religio per indicare le proprie credenze e pratiche religiose. Con il tempo, tuttavia, diffusamente a partire dal IV secolo, il Cristianesimo adottò tale termine nellaccezione indicata da Lattanzio, individuandone lunicità in quanto la "religione" era lunica via di salvezza per luomo.

La relazione tra religio cristiana e quelle dei culti o delle "filosofie" precedenti fu variamente interpretata dagli esegeti cristiani. Giustino II secolo, ma anche Clemente Alessandrino e Origene, sostennero che partecipando tutti gli uomini al "Verbo" coloro che tra questi vissero secondo "ragione" erano comunque dei cristiani. Con Tertulliano III secolo la prospettiva cambiò le differenze tra mondo "antico" e il mondo dopo la "rivelazione" cristiana furono decisamente accentuate.

Con Agostino dIppona 354-430, ma già precedentemente con Basilio, Gregorio Nazianzeno e Gregorio di Nissa, il pensiero platonico rappresentò per i teologi cristiani un esempio della comprensibilità di cosa fosse la vera "religione".

Rispetto ai significati del termine "religione" nel mondo cristiano, lo storico delle religioni svizzero Michel Despland osserva che:

Quindi se inizialmente il termine "religione" è assegnato esclusivamente agli ordini religiosi, a partire dalla Francia il termine accoglie dapprima anche quei pellegrini o cavalieri che se ne mostrano degni attraverso il mantenimento dei loro voti, poi i mercanti onesti e gli sposi fedeli, aprendo così il termine allintero mondo laicale che osserva con scrupolo i precetti della Chiesa.

Con la Scolastica la "religione" venne collocata tra le "virtù morali" inserite nella "giustizia" in quanto essa rende a Dio lonore e lattenzione che gli sono "dovuti" esprimendosi con atti esteriori, come la liturgia o il voto, ed atti interiori, come la preghiera o la devozione.

Infine il termine "religione" diviene sinonimo di "civiltà". Con la Riforma protestante a partire dal XVI secolo il termine "religione" è assegnato a due confessioni cristiane distinte, e solo con il XVII secolo lEbraismo e lIslām saranno considerate "religioni".

Le Guerre di religione del XVI secolo provocarono in Francia labbandono dellidea che il termine "religione" potesse essere sovrapponibile a quello di civiltà e, ad incominciare dal XVII secolo, alcuni intellettuali francesi avviarono una critica serrata al valore stesso della religione.

                                     

3.4. Storia della definizione Occidente moderno e contemporaneo

A partire dal XVII secolo, la Modernità attribuisce valore supremo alla razionalità affrontando con questo strumento conoscitivo anche lalveo della religione che così viene sottoposto al suo esame.

Se da una parte autori come Gottfried Wilhelm von Leibniz 1645-1716 e Nicolas Malebranche 1638-1715 dopo lanalisi razionale esaltarono i valori religiosi, altri, come ad esempio John Locke 1632-1704 o Jean-Jacques Rousseau 1712-1778, utilizzarono la "ragione" per spogliare la "religione" dei suoi contenuti non giustificabili razionalmente.

Altri autori, come lirlandese John Toland 1670-1722 o il francese Voltaire 1694-1778 furono propugnatori del deismo, un lettura decisamente razionalista della religione.

Con David Hume 1711-1776 vi fu un rifiuto dei contenuti razionali della religione, nellinsieme considerata un fenomeno del tutto irrazionale, nato dai timori propri delluomo nei confronti delluniverso. Partendo dal giudizio di "irrazionalismo" della religione, in Occidente, con ad esempio Julien Offray de La Mettrie 1709-1751 o Claude-Adrien Helvétius 1715-1771, si affacciarono le prime critiche radicali alla religione che portarono allaffermazione dellateismo.

In questo ambito Paul Henri Thiry dHolbach 1723-1789 giunse a sostenere che:



                                     

3.5. Storia della definizione Culture non occidentali

Nelle culture non occidentali il termine "religione" viene reso con termini che non hanno la stessa etimologia latina. Così, se in Occidente, fatto salvo la lingua greca, il termine "religione" ha ovunque origine dal latino religio, letimologia del termine ebraico origina invece da un termine proprio dellantico persiano, allo stesso modo larabo dove il termine "religione" origina dallavestico. Nelle lingue del Subcontinente indiano invece il termine "religione" viene reso con termini di origine sanscrita e, in Estremo Oriente, con termini di origine cinese.

                                     

3.6. Storia della definizione Vicino e Medio Oriente

  • In lingua ebraica il termine occidentale "religione" viene reso come דת alfabeto ebraico traslitterato in caratteri latini come dath.

Tale termine compare alcune volte nel Tanakh, così nel Libro di Ester

In questo verso דת dath sta per "editto", "legge", "decreto". Lebraico dath deriva dallavestico e dallantico persiano dāta.

Il termine avestico dāta possiede in quella lingua sempre il significato di "legge" o di "legge di Ahura Mazdā", ovvero legge del Dio unico e supremo dello Zoroastrismo.

  • In lingua araba il termine occidentale "religione" viene reso come دين alfabeto arabo traslitterato in caratteri latini come dīn.

Il termine arabo dīn deriva dal medio persiano dēn.

  • In lingua persiana il termine occidentale "religione" viene reso come دین alfabeto arabo-persiano traslitterato in caratteri latini come dīn.

Tale termine deriva dal termine medio persiano dēn che, a sua volta, deriva dallavestico daēnā che in quella antica lingua significa "religione" intesa come splendore, luminosità di Ahura Mazdā. Daēnā a sua volta proviene, nella medesima lingua, dalla radice dāy vedere.

                                     

3.7. Storia della definizione Subcontinente indiano

Nella lingua hindi, la lingua ufficiale e più diffusa dellIndia, il termine occidentale "religione" viene reso come धर्म alfabeto devanagari traslitterato in caratteri latini come Dharma.

Gianluca Magi precisa tuttavia che il termine Dharma

Il termine Dharma धर्म è usato nella maggior parte delle religioni di origine indiana per indicare tali contesti religiosi: Induismo सनातन धर्म Sanātana Dharma, Buddhismo बौद्ध धर्म Buddha Dharma, Giainismo जैन धर्म Jain Dharma e Sikhismo सिख धर्म Sikh Dharma.

Ma anche per indicare le religioni occidentali come lEbraismo यहूदी धर्म, Dharma ebraico o il Cristianesimo ईसाई धर्म, Dharma cristiano

Il termine Dharma deriva dalla radice sanscrita dhr traducibile in italiano come "fornire una base", ovvero come "fondamento della realtà", "verità", "obbligo morale", "giusto", "come le cose sono" oppure "come le cose dovrebbero essere".

                                     

3.8. Storia della definizione Estremo Oriente

In lingua cinese il termine occidentale "religione" viene reso come 宗教, traslitterato in caratteri latini in zōngjiào Wade-Giles tsung-chiao.

Da questa lingua il termine religione 宗教 viene così reso nelle altre lingue estremo-orientali in:

  • lingua giapponese 宗教 shūkyō ;
  • lingua vietnamita tôn giáo.
  • lingua coreana 종교 jonggyo

In lingua cinese 教 jiào rende anche il khotanese deśanā, a sua volta resa del sanscrito deśayati e anche il sanscrito śāsana insegnamento.

Il carattere 教 è formato da 子, 耂 lǎo, vecchio.

Mentre 宗 zōng indica "scuola", "tradizione acclarata", "religione" quindi 宗教 "insegnamento di una tradizione acclarata/religione".

Il carattere cinese 宗 zōng è formato dai caratteri 宀 mián, tetto di un edificio e 示 shì "altare", oggi nel significato di "mostrare" a sua volta composto da 丁 altare primitivo con ai lati 丶 gocce di sangue o di libagioni; il tutto a significare "edificio che contiene un altare".

Le singole religioni vengono indicate dal nome che le caratterizza seguite dal carattere 教 jiào: Buddhismo 佛教 Fójiào da 佛 Fó Buddha, Confucianesimo 儒教, Daoismo 道教 Dàojiào da 道 Dào Cristianesimo 基督教 Jīdūjiāo da 基督 Jīdū Cristo, Ebraismo 犹太教 Yóutàijiào da 犹太 Yóutài Giuda, Islām 伊斯兰教 Yīsīlánjiāo da 伊斯兰 Yīsīlán Islām.



                                     

4. Analisi filosofica

Natura problematica della definizione di "religione"

La definizione moderna del termine "religione" è problematica e controversa:

Già Max Weber aveva sostenuto che:

Melford E. Spiro 1920- e Benson Saler obiettano in proposito che quando non si definisce loggetto di indagine in modo esplicito si finisce per definirlo in modo implicito.

Lo storico polacco Leszek Kołakowski 1927-2009 rileva invece che:

Le spiegazioni sulla natura le ragioni dellesistenza dei credi religiosi

Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach 1804-1872 sosteneva che: la religione consiste di idee e valori prodotti dagli esseri umani, erroneamente proiettati su forze e personificazioni divine. Dio sarebbe quindi la costruzione di un Super uomo potenziato con attribuiti ideali dati dalluomo stesso. È una forma di Alienazione che non ha lo stesso significato attribuito da Marx, in quanto la religione estranea luomo da sé stesso facendogli credere di non essere in prima persona: luomo è sottomesso da sé stesso. La religione si trova ad essere dunque un rifugio delluomo di fronte alla durezza della realtà quotidiana.

Karl Marx 1818-1883 affermò che: la Religione è "il gemito della creatura oppressa, lanimo di un mondo senza cuore, così come è lo spirito duna condizione di vita priva di spiritualità. Essa è loppio dei popoli".

Secondo lottica di Max Weber 1864-1920: le Religioni mondiali sarebbero capaci di raccogliere vaste masse di credenti e di influenzare il corso della storia universale. Weber non crede che la religione sia una forza conservatrice Karl Marx, bensì crede che essa possa provocare enormi trasformazioni sociali: La religione influisce sulla vita sociale ed economica. Il Puritanesimo e il protestantesimo, ad esempio, furono allorigine del modo di pensare capitalistico. Ne ”Letica protestante e lo spirito del capitalismo” Weber discusse ampiamente linfluenza del cristianesimo sulla storia dellOccidente moderno. Weber scoprì che effettivamente alcune religioni sono caratterizzate da un ascetismo ultramondano, che privilegia la fuga dai problemi terreni, distogliendo gli sforzi dallo sviluppo economico. Il cristianesimo sarebbe una religione di salvezza per Weber, poiché è incentrata sulla convinzione che gli esseri umani possano essere salvati purché scelgano la fede e seguano le sue prescrizioni morali. Le religioni di salvezza presentano un aspetto rivoluzionario perché sono caratterizzate da un ascetismo intramondano, cioè uno spirito religioso che privilegia la condotta virtuosa in questo mondo. Le religioni asiatiche invece avevano un atteggiamento di passività rispetto allesistente.

Tra le riflessioni contemporanee, particolarmente interessante è la spiegazione del fenomeno religioso proposta da Marcel Gauchet a iniziare dallopera del 1985 Il Disincanto del mondo: secondo lo storico-filosofo francese, la religione non è né una tensione individuale verso il trascendente, né una costruzione funzionale alla giustificazione del potere. La religione va invece intesa, in una prospettiva storica e antropologica, come maniera particolare di strutturazione dello spazio sociale e umano. In particolare la forma più pura di religione è da rintracciare negli animismi che caratterizzano quelle società che Pierre Clastres definisce" contro lo Stato”. Nelle società di questo tipo, la legge viene cioè fatta risalire a un tempo e a forze assolutamente altre rispetto al presente e nessun membro della società può quindi rivendicare un rapporto privilegiato con il trascendente. La nascita di unistanza separata del potere è indisgiungibile da una trasformazione della religione: dopo tali trasformazioni, il mondo terreno e la realtà trascendente entrano in rapporto. La religione, che nella sua forma più pura era un disinnescamento totale dellinstabilità sociale, una rimozione assoluta della divisione attraverso lassolutizzazione della separazione terreno/trascendente, si apre a quella che Gauchet definisce luscita dalla religione.

                                     

5.1. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Animismo

"Animismo" dallinglese animism, a sua volta dal latino anĭma è il termine introdotto nello studio delle religioni primitive dallantropologo inglese Edward Burnett Tylor 1832-1917 che, nel 1871 nel suo Primitive Culture: Researches into the Development of Mythology, Philosophy, Religion, Language, Art and Custom, lo utilizzò per indicare quella prima forma di credenza spirituale "anima" o "forza vitale" che viene riscontrata in oggetti o luoghi. In tal senso la teoria di Tylor si opponeva a quella di Herbert Spencer 1820-1903 che invece poneva nellateismo le convinzioni degli uomini primitivi.

La teoria "animistica", già messa in discussione da Marcel Mauss 1872-1950 e da James Frazer 1854-1941, è rifiutata oggi dalla maggior parte degli antropologi.

Tuttavia, come nota Jacques Vidal

Carlo Prandi nota anche come tale termine venga utilizzato per indicare le credenze religiose dellAfrica subsahariana, quelle afrobrasiliane e quelle attinenti alle culture dellOceania.

                                     

5.2. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Deismo

Il termine "Deismo" dal francese déisme, a sua volta dal latino deus fu coniato dal teologo calvinista svizzero di lingua francese Pierre Viret 1511-1571 che nella sua Instruction chrétienne Ginevra, 1564 lo utilizzò per indicare un gruppo che si opponeva agli "ateisti", ma Viret descrisse questo "gruppo" come di coloro che pur credendo in un Dio unico e creatore rigettavano la fede in Gesù Cristo.

Il poeta inglese John Dryden 1631-1700, in Religio Laici del 1682 definì il "Deismo" come la credenza in un Dio creatore rifiutando qualsivoglia dottrina propugnata dalla tradizione e dalla rivelazione.

Con la pubblicazione del Dictionnaire historique et critique Rotterdam, 1697 di Pierre Bayle 1647-1706, che riprese la nozione di Déisme s.v. "Viret", il termine si diffuse ampiamente nella cultura europea.

Tuttavia il significato di "Deismo" ha posseduto, di volta in volta, connotazioni diverse. Allen W. Wood ne ha identificate quattro:

  • credenza in un Essere supremo privo di tutti gli attributi di personalità come intelletto e volontà;
  • fede in un Dio, ma negazione di ogni vita futura;
  • credenza in un Dio, ma rifiuto di qualsiasi cura provvidenziale da parte di questi per il mondo;
  • credenza in un Dio, ma rifiuto di tutti gli altri articoli di fede religiosa.

Molti filosofi e scienziati, per lo più illuministi del Settecento, sostennero tali posizioni; varianti istituzionalizzate del "Deismo" sono il Culto dellEssere supremo durante la Rivoluzione francese e la spiritualità della Massoneria.

                                     

5.3. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Enoteismo

"Enoteismo" dal tedesco henotheismus, a sua volta dal greco εἷς eîs + θεός theós "un dio" fu il termine coniato dal Friedrich Schelling 1775-1854 in Philosophie der Mythologie und der Offenbarung 1842 per indicare un "monoteismo rudimentale sorto durante la preistoria della coscienza e precedente al "monoteismo evoluto" e al politeismo.

Successivamente, lindologo tedesco Friedrich Max Müller 1823-1900 utilizzò questo termine per indicare una pratica propria del Rgveda consistente nellisolare una divinità rispetto alle altre durante le invocazioni rituali.

Nel suo significato storico-religioso, "enoteismo" occorre ad indicare quella forma di culto per cui una divinità viene, durante il rito, momentaneamente isolata e privilegiata rispetto alle altre, assurgendo così a divinità principale.

                                     

5.4. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Monoteismo

Il termine Monoteismo caratterizza quelle religioni che propugnano lesistenza di una singola divinità.

André Lalande 1867-1963 ha così descritto, nel suo Vocabulaire technique et critique de la philosophie, revu par MM. les membres et correspondants de la Société française de philosophie et publié, avec leurs corrections et observations par André Lalande, membre de lInstitut, professeur à la Sorbonne, secrétaire général de la Société 2 volumi Parigi, 1927, il termine "monoteismo":

Il tema, controverso, è quali possano essere le religioni ascrivibili a questo contesto. Dopo una disamina di tale problema, Paolo Scarpi così chiosa:

Intendendo in questa prospettiva sostanzialmente lEbraismo, il Cristianesimo e lIslām. Di tuttaltro avviso è invece, ad esempio, Theodore M. Ludwig che nella Encyclopedia of Religion nata dal progetto internazionale proposto da Mircea Eliade include, sia nelledizione del 1987 che nella seconda edizione del 2005, nella voce Monotheism, altre religioni oltre quelle qui sopra citate come lo Zoroastrismo, la Religione greca nella forma di alcuni culti e nel pensiero di alcuni teologi greci, la Religione egizia del culto di Aton, il Buddhismo nella forma della Terra Pura, lInduismo in alcune sue particolari manifestazioni e il Sikhismo.

                                     

5.5. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Panteismo

Il termine Panteismo dallinglese pantheism a sua volta dal greco παν pan + θεός theós = tutto Dio letteralmente significa "tutto è Dio". Tale termine fu derivato da analogo termine, pantheistic, utilizzato dal filosofo irlandese John Toland 1670-1722 nel suo Socinianism Truly Stated. By a pantheist 1705, ed ebbe larga diffusione in Europa durante le polemiche inerenti al Deismo.

Oggi il termine "Panteismo" occorre come termine tecnico-descrittivo per individuare quei credi religiosi, o filosofico-religiosi, che individuano una divinità che abbraccia ogni cosa, ovvero Dio che compenetra ogni aspetto e luogo delluniverso rendendo così sacro ogni aspetto dellesistente, anche quello naturale.

                                     

5.6. Alcuni termini classificatori e descrittivi delle religioni Politeismo

Il termine "politeismo" è attestato nelle lingue moderne per la prima volta nella lingua francese polythéisme a partire dal XVI secolo. Il termine polythéisme fu coniato dal giurista e filosofo francese Jean Bodin, e quindi utilizzato per la prima volta nel suo De la démonomanie des sorciers Parigi, 1580, per poi finire nei dizionari come il Dictionnaire universel françois et latin Nancy 1740, il Dictionnaire philosophique di Voltaire Londra 1764 e, l Encyclopédie di DAlembert e Diredot seconda metà del XVIII secolo, la cui voce polytheisme è curata dallo stesso Voltaire. Utilizzato in ambito teologico in opposizione a quello di "monoteismo"; entra nella lingua italiana nel XVIII secolo.

Il termine polythéisme, quindi "politeismo", è formato da termini derivati dal greco antico: πολύς polys + θεοί theoi ad indicare "molti dèi"; quindi da polytheia, termine coniato dal filosofo giudaico di lingua greca Filone di Alessandria 20 a.C 50 d.C. per indicare la differenza tra lunicità di Dio nellEbraismo rispetto alla nozione pluralistica dello stesso propria delle religioni antiche, tale termine fu poi ripreso dagli scrittori cristiani ad esempio da Origene in Contra Celsum.

Tale termine indica quelle religioni che ammettono lesistenza di più dèi a cui destinare dei culti.

                                     

6.1. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Buddhismo

Il Buddhismo è una religione che comprende una varietà di tradizioni, credenze e pratiche, in gran parte basata sugli insegnamenti attribuiti a Siddhārtha Gautama, vissuto nel Nepal intorno al VI secolo a.C., comunemente appellato come il Buddha, ossia "il Risvegliato".

Le numerose scuole dottrinarie afferenti a questa religione si fondano e si differenziano in base alle raccolte scritturali riportate nei Canoni buddhisti e agli insegnamenti tradizionali trasmessi allinterno delle stesse scuole.

Le due grandi differenziazioni allinterno del Buddhismo riguardano le correnti Theravāda, presente prevalentemente in Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Myanmar e Laos, e Mahāyāna, presente invece prevalentemente in Cina, Tibet, Giappone, Corea, Vietnam e Mongolia.

                                     

6.2. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Cristianesimo

Il Cristianesimo è la religione più diffusa nel mondo, in particolare in Occidente. Le forme storiche del cristianesimo sono molteplici, ma è possibile indicare quattro principali suddivisioni: il Cattolicesimo, il Protestantesimo, lOrtodossia e lAnglicanesimo. Oltre a queste quattro suddivisioni, esistono alcuni credi che si riallacciano al Cristianesimo ma non sono classificati nelle quattro categorie principali, tra cui Mormonismo e i Testimoni di Geova.

Tutte queste tradizioni cristiane riconoscono, seppure con piccole varianti, che il loro fondatore, Gesù di Nazaret, è il Figlio di Dio, e lo riconoscono come Signore. Credono altresì, a parte i Testimoni di Geova, i Mormoni ed i Protestanti Unitari, che Dio è uno in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Inoltre, tenendo presente che la Bibbia protestante ha 7 libri in meno della Bibbia cattolica, considerano la Bibbia un testo ispirato da Dio. La Bibbia dei cristiani è composta dallAntico Testamento, il quale corrisponde alla Septuaginta, versione e adattamento in lingua greca della Bibbia ebraica con laggiunta di ulteriori libri, e dal Nuovo Testamento: questultimo ruota interamente sulla figura di Gesù Cristo e del suo "lieto annuncio" Vangelo.

                                     

6.3. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Induismo

LInduismo è un insieme di dottrine, credenze e pratiche religiose e filosofico-religiose che hanno avuto origine in India, luogo dove risiede la maggioranza dei suoi fedeli. Secondo la tradizione, questa religione è eterna Sanātana dharma, religione eterna non avendo né un principio né una fine.

LInduismo fa riferimento ad un insieme di testi sacri che per tradizione suddivide in Śruti e in Smrti. Tra questi testi occorre ricordare in particolar modo i Veda, le Upanisad e la Bhagavadgītā.

                                     

6.4. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Islam

LIslam è la più recente delle tre principali religioni monoteiste originarie del Vicino Oriente. Ha come principale riferimento il Corano considerato libro sacro. Il testo in lingua araba, una raccolta di predicazioni orali, è relativamente breve rispetto ai testi sacri ebraici o indù. Il termine Islam significa letteralmente "sottomissione", intesa come fedeltà alla parola di Dio. LIslam condivide con lEbraismo e il Cristianesimo gran parte della tradizione dellAntico Testamento, legittimando il riferimento biblico secondo cui Isacco/Israele progenitore degli ebrei e Ismaele progenitore degli arabi erano entrambi figli di Abramo. Riconosce la vita le opere di Gesù ritenendolo però un profeta. La figura di riferimento dellIslam è Muhammad Maometto, vissuto nel VII secolo nella penisola arabica, di cui la Sunna raccoglie gli aneddoti. Le due suddivisioni principali di questa religione sono lIslam sunnita e lIslam sciita.

                                     

6.5. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Altre religioni

Altre importanti religioni, diffuse soprattutto in Asia sono:

  • Confucianesimo
  • Animismo
  • Zoroastrismo
  • Giainismo
  • Sikhismo
  • Ermetismo
  • Manicheismo
  • Shintoismo
  • Esoterismo
  • Gnosticismo
  • Taoismo
  • Ebraismo
  • Baháí
  • Mitraismo
  • Culti sincretici africani
                                     

6.6. Religioni in ordine alfabetico con maggior numero di fedeli Nuovi movimenti religiosi

  • Bambini di Dio
  • Organizzazione Sathya Sai
  • Meditazione trascendentale
  • Movimento raeliano
  • Pastafarianesimo
  • Testimoni di Geova
  • Scientology
  • Rastafarianesimo
  • Chiesa dellunificazione
  • Wicca
  • Neopaganesimo
  • Rajneeshismo
  • Sahaja Yoga

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