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Atraḫasis
                                     

Atraḫasis

Atraḫasis è il re di Šuruppak e leroe dei poemi mesopotamici inerenti al Diluvio Universale, evento mitico a cui lui sopravvisse, e a cui gli dèi consegnarono limmortalità.

In accadico, letteralmente Atraḫasis significa "il molto saggio"; ma è reso anche con epiteti o nomi alternativi, come Atramḫasīs, Atra-ḫasis, Atar-ḫasis o Atrahasis). Nella letteratura in lingua accadica è stato ricollgato con Utanapištim accadico; lett. "Colui che ha trovato la vita"; reso anche come Ut-napištim o Utnapištim e, nella letteratura sumerica, indicato con il nome di Ziusudra, conosciuto nella successiva letteratura in lingua greca come Xisouthros nella Storia di Babilonia Βαβυλωνιακὰ di Berosso).

                                     

1.1. Ziusudra nella letteratura sumerica La lista reale sumerica e i re anti-diluviani

La Lista reale sumerica sumerico: -lugal an-ta ed3-de3-a-ba: "Quando la regalità scese dal cielo" per essere assegnato per la prima volta alla città sumera di Eridu in cui resta per complessivi 64.800 anni, successivamente tale principio si trasferisce alla città di Bad-Tibira per altri 108.000 anni, per poi discendere sulla città di Larak per ulteriori 28.800 anni, poi a Sippar per 21.000 anni e infine, prima del Diluvio Universale, a Šuruppak:

In questa versione della Lista Reale Sumerica Ubartutu Ubara-Tutu è lultimo re prima del Diluvio. In unaltra tavola, che gli studiosi indicano come WB 62 datata alla fine del III millennio, scritta sempre in sumerico ed edita da Langdon, viene citato Ziusudra zi-u4-sud-ra dumu su-kur-lam: "Ziusudra uomo di Šuruppak".

                                     

1.2. Ziusudra nella letteratura sumerica Ziusudra e il mito sumerico del Diluvio Universale

Il mito del Diluvio Universale è di origine sumerica. Come vedremo più avanti, la causa del Diluvio viene fatta risalire a una scelta divina. In un poema, in lingua sumerica, conosciuto come Enki e Ninḫursaĝa risalente agli inizi del secondo millennio tre testi: Nippur, Ur e uno di provenienza sconosciuta, e che conserviamo in 284 versi con pochi passi lacunosi, viene così descritto il mondo prima della civiltà.

Dilmun anche Tilmun o Telmun è il nome con cui i Sumeri indicavano lattuale isola di Bahrain includendo, probabilmente anche lisola di Failaka. Tali isole erano molto importanti per gli scambi commerciali. In questo mito Dilmun viene descritta come una terra vergine, pura, santa, priva di civilizzazione. Ninskila, paredra del dio Enki, chiede a questultimo di fornirla di acqua per avviare la produzione agricola. Enki si avvale del dio Sole, Utu, e lisola si avvia verso la civilizzazione. Come vedremo, nel racconto sumerico del Diluvio Dilmun sarà il luogo che gli dèi destineranno a Ziusudra, lunico uomo sopravvissuto al Diluvio e da loro reso immortale.

Per quanto attiene il mito sumerico del Diluvio Universale disponiamo di una tavola in lingua sumerica che precederebbe di più di un secolo il poema assiro-babilonese di Atraḫasis, questultimo risalente al periodo paleobabilonese XVIII secolo a.C. Questa tavola raccoglie, quindi, la più antica versione sumerica del mito del Diluvio Universale. Essa fu rinvenuta a Nippur Nibru, oggi Nuffar nel 1895 e fu pubblicata per la prima volta dallassiriologo tedesco Arno Poebel 1881-1958 nel 1914 in Historical and Grammatical Text. La tavola risulta non ben conservata, il suo testo cuneiforme muove lungo sei colonne. Le prime 36 righe sono andata perdute, lì dove probabilmente si sarebbe narrata la creazione delluomo da parte del dio Enki e della dea Nintu conosciuta anche come Ninḫursanga. Cè però una minaccia per lumanità e un dio Enki o forse Enlil prende la parola:

Le successive righe, quelle dalla 51 all84, sono andate perse. Sembra ancora una volta che gli uomini possano perdere la loro esistenza e, quando il testo riprende righe 85-100 il dio Enki si muove ancora in loro aiuto per la costruzione di città e di governi centrali organizzati, destinandovi la sede degli dèi, e per la costruzione di canali adatti allirrigazione dei campi. Le righe 101-139 sono andate perse è qui che doveva essere riportata la motivazione della successiva decisione divina di inviare il Diluvio Universale. Quando, al rigo 140, il testo riprende Enki e Nintu cercano di opporsi alla decisione degli dèi di sterminare gli uomini.

Ed ecco che il re di Šuruppak, Ziusudra, re devoto agli dèi, sostava in preghiera nel tempio righe 145-150 quando:

Le righe 161-200 sono andate perdute, lì si sarebbero dovute trovare le istruzioni del dio Enki a Ziusudra per costruire la barca e mettersi in salvo. Infine il sopraggiungere del Diluvio Universale.

Le righe 201-211 narrano del termine del Diluvio quando il dio Sole, Utu, riemerge nel suo splendore. Allora Ziusudra esce dalla barca e sacrifica a Utu buoi e montoni. Le righe 212-250 o sono incomprensibili o sono andata perdute, lì si sarebbero dovuti trovare i rimproveri del re degli dèi Enlil a Enki colpevole di aver messo in salvo Ziusudra.

Con gli ultimi versi, 262-265, che tuttavia sono andati perduti, si conclude il più antico racconto sumerico del mito del Diluvio Universale.

A tal proposito, tuttavia, occorre ricordare le conclusioni dellassiriologo italiano Giovanni Pettinato il quale così chiosa su questa tavola la quale dunque conterrebbe:

Lo studioso italiano ha ribadito la sua posizione in merito anche nella voce Atrahasis della Encyclopedia of Religion edita dalla Macmillan nel 2005.

Lassiriologa britannica Stephanie Dalley ritiene invece che la redazione di tale tavola in lingua sumerica sia basata su unopera precedente composta in lingua accadica. Della stessa opinione gli studiosi inglesi Jeremy Black e Anthony Green. Tale fu lopinione anche di Jean Bottéro e Samuel Noah Kramer i quali, ritenendo questopera sumerica prodotta su un originale accadico, precisano così sul poema paleobabilonese in lingua accadica di Atraḫasis:

Daltronde anche Pettinato è assolutamente convinto che tale poema, quello in lingua accadica di Atraḫasis, appartenga esclusivamente alla tradizione assiro-babilonese:

                                     

2. Atraḫasis, Utanapištim, nella letteratura assiro-babilonese

Atteso che il mito del Diluvio Universale è attestato in opere in lingua sumerica, non è chiaro se, specificatamente, il testo inerente al suo racconto in quella lingua, rinvenuto in una tavola di cui al paragrafo che precede, debba essere inteso come prodotto originale di quella cultura oppure sia una edizione sumerica di un racconto precedente in lingua accadica e quindi appartenente alla mitologia semitica. Di certo, invece, gli studiosi concordano che il racconto mitico di Atraḫasis, con la sua specifica connotazione e quindi anche quelli riferiti a Utanapištim, tutti riportati in lingua accadica, vadano intesi esclusivamente di ambito assiro-babilonese e quindi semitico.

                                     

2.1. Atraḫasis, Utanapištim, nella letteratura assiro-babilonese Il Poema di Atraḫasis: lantropogonia e il mito assiro-babilonese del Diluvio Universale

Di questo poema conserviamo diversi frammenti risalenti a differenti periodi: sette testi di origine paleobabilonese, due di epoca mediobabilonese, circa una dozzina risalenti al periodo neoassiro con modifiche e infine due appartenenti al periodo neobabilonese.

Partendo da un frammento rinvenuto nel 1874 nella Biblioteca di Assurbanipal 668-627 a.C. siamo venuti a conoscenza dellesistenza di questopera. Nel 1956 lassiriologo danese Jorgen Læssoe 1924-1993 ne ricostruì il testo dimostrando di essere di fronte allopera religiosa più antica inerente alla "Genesi". Successivamente, nel 1965, lassiriologo britannico Wilfred George Lambert pubblicò i frammenti raccolti al British Museum di Londra nel suo Cuneiform texts from Babylonian tablets in the British Museum che consistevano nel testo più antico a nostra disposizione quindi paleobabilonese, risalente al XVIII secolo a.C.

Del testo più antico, paleobabilonese, conosciamo il nome dello scriba autore: Ipiq-Aya precedentemente identificato con i nomi di Kasap-Aya, Ku-Aya o anche Nûr-Aya, probabilmente originario di Sippar e che operò sotto il regno babilonese di Ammi-sadûqa 1702-1682. Il testo si compone di tre tavole, ognuna delle quali si sviluppa per otto colonne, quattro sul fronte e quattro sul retro, ogni colonna si compone di circa 55 righe. Lintera opera si compone dunque di complessive 1.245 righe, di cui solo alcune sono giunte a noi.

  • I Tavola: gli dèi Igigi si ribellano alle dure corvée, gli dèi Anunnaki decidono allora di creare gli uomini affinché li sostituiscano; il dio Enki/Ea e la dea-madre Mummu generano gli uomini, ma dopo 1.200 anni di attività il loro "baccano" convince Enlil a inviargli unepidemia, ma questa viene vanificata dallintervento di Enki/Ea.

Il Poema di Atraḫasis si apre con la condizione venuta ad essere subito dopo la cosmogonia: il dio Cielo, Anu, è salito in cielo; Ea Enki, è sceso nellApsû, il mondo sotterraneo delle acqua abissali, sopra le quali poggia la terra; Enlil ha preso per sé la terra, con tutti gli esseri viventi in essa contenuta. Agli dèi Igigi è stato invece imposto il lavoro sulla terra, ambito in cui regna il dio Enlil. Gli Igigi scavano i fiumi, tra cui il Tigri e lEufrate, e i canali. Il pesante lavoro degli dèi Igigi, svolto di giorno e di notte, dura per 2.500 anni. Così, a partire dal rigo 39 della I Tavola del Poema, questi dèi iniziano a rimurginare, finché, uno di loro di cui non conosciamo il nome, forse Alla li sprona ad abbandonare il lavoro e a ribellarsi. Gli Igigi danno ascolto al loro compagno e gettano nel fuoco gli strumenti da lavoro, e marciando uniti, si indirizzano verso il santuario di Enlil lE-kur, lett. "Casa Montagna". È passata da poco la mezzanotte e il santuario del dio Enlil è circondato dalla folla tumultuosa degli Igigi. Gli dèi servitori di Enlil, Kalkal e Nusku, osservano preoccupati la scena: il primo chiude la porta del santuario mentre il secondo si decide a svegliare il suo signore avvertendolo del pericolo. Enlil fa quindi portare le armi e barricare le porte, dopodiché fa convocare Anu ed Ea. Giunti gli altri due Anunnaki, Enlil gli espone i fatti e il pericolo che corre, domandandogli se deve provocare la battaglia. Anu gli consiglia di inviare Nusku affinché si conoscano le ragioni di tale rivolta. Nusku si reca dagli Igigi spiegando di essere stato inviato da Anu e da Enlil per conoscere le loro ragioni, gli Igigi rispondono al messo divino che tutti insieme hanno deciso la ribellione e che la ragione di questa risiede nel duro lavoro a loro imposto. Nusku torna nel santuario di Enlil e riferisce agli Anunnaki la risposta degli Igigi. Enlil piange e medita di abbandonare la terra e salire in cielo con Anu, restituendo a lui le competenze divine sulla terra. Anu replica che ben comprende le ragioni degli Igigi, troppo grande è la loro fatica, quindi suggerisce di creare luomo Lullû, quindi fa convocare la dea Mami, la dea madre, affinché operi questa creazione e fa comunicare la sua decisione agli Igigi, i quali, sentendosi sollevati dalle estenuanti corvée, esultano.

Mami si rende disponibile alla creazione delluomo, ma spiega che senza laiuto di Enki/Ea, ovvero delle sue purificazioni, non può procedere. Ea decreta le purificazioni e indica in un dio il sacrificio necessario affinché si possa procedere alla creazione del primo uomo: con la carne e il sangue di un dio, impastati con largilla, può venire infatti ad essere luomo. Gli Anunnaki decidono di sacrificare il dio Wê il dio Intelligenza, il dio Spirito la cui carne consentirà alluomo di possedere l etemmu. Mammu si prepara quindi allopera di creazione, per questa ragione gli dèi Igigi decidono di indicare Mammu in qualità di "Signora di tutti gli dèi" Bêlet-kala-ilî. Ea o Mammu mescola largilla quindi convoca gli Anunnaki e gli Igigi che sputano sopra limpasto. Luomo si prepara a "essere" e gli verrà assegnato il compito che prima spettava agli dèi Igigi: il pesante lavoro sulla terra.

Le righe 251-270 della versione paleobabilonese sono andate perdute, segue il racconto nella versione assira del K.7816+ conservata al British Museum: Ea prepara limpasto mentre Nintu Mummu ripete le formule sacrificali, quindi stacca quattordici pani di argilla collocandone sette alla sua destra e sette alla sua sinistra, separandoli con un muro di mattoni. Sempre una versione neoassira, K 3339 e K 8562, spiega che Mummu taglia i cordoni ombelicali facendo nascere sette coppie tra maschi e femmine che si congiungeranno.

Gli uomini costruiscono picconi e zappe e danno avvio al lavoro per cui sono stati creati dagli dèi. Non trascorrono nemmeno 1.200 anni che gli uomini moltiplicatisi producono frastuoni. Enlil non sopporta il loro clamore e ordina che sia scatenata unepidemia. Atraḫasis è un uomo, il "Grande Saggio", che si intrattiene volentieri con il dio Ea, il quale ricambia la sua attenzione. Atraḫasis chiede dunque Ea quanto durerà ancora lepidemia. Ea consiglia Atraḫasis di convocare i capi dei villaggi e di suggerire loro di non sacrificare più agli dèi, ma solo a Namtar, solo a lui si deve offrire del cibo di modo che, onorato da tali doni, il dio decida di sospendere la peste. In effetti così accade Namtar confuso da tali doni si decide a sospendere lepidemia ordinatagli da Enlil.

  • II Tavola: fallito il primo tentativo, Enlil invia contro lumanità la siccità e quindi la carestia; fallito anche questo tentativo, sempre grazie allintervento di Enki/Ea, Enlil provoca nuovamente la carestia controllandone direttamente gli effetti; Enki/Ea interviene nuovamente, allora Enlil convoca unassemblea divina e ordina il Diluvio Universale per sterminare definitivamente lumanità.

Ma il "baccano" degli uomini continua ed Enlil continua a non poter dormire quindi ordina la carestia. Le successive 30 righe, dal rigo 22, di questa II Tavola, sono andate perdute. Ma si possono ricostruire con un frammento, sempre paleobabilonese, rinvenuto a Nippur e siglato come Ni 2552+, oggi conservato al Museo di Istanbul. Si ripete quindi il dialogo tra Enki/Ea e Atraḫasis, questa volta ad essere esclusivamente onorato con le offerte è il dio Adad. Adad onorato e confuso dalle offerte fa piovere sui campi procurando cibo. Anche qui mancano delle righe, anche nel testo di Nippur è difficilmente ricostruibile, tuttavia si capisce che questa volta Enlil è determinato a far cessare il baccano degli uomini e decide di inviare nuovamente la carestia. Però, ora, il re degli dèi decide di far controllare lesecuzione del suo ordine da Anu oltre che da Adad, e verifica lui stesso gli effetti della siccità, e quindi della carestia, sulla terra. Atraḫasis si dispera per questo nuovo flagello. Frammenti di queste righe fanno supporre che Enki/Ea ascolti i lamenti del Grande Saggio e in qualche modo fa intervenire i Laḫmu, esseri divini marini. Ma il tentativo di Ea questa volta fallisce. La siccità è diffusa su tutta la terra e la piaga della carestia non accenna a terminare. Enki/Ea ritenta, ma non è chiaro come, riuscendo almeno ad attenuare il flagello coinvolgendo nellimpresa anche altre divinità. Questo fatto fa infuriare Enlil che decide di convocare unassemblea plenaria degli dèi. In questa sede Enlil lamenta la disobbedienza ai suoi ordini, Ea scoppia a ridere o si infuria ed Enlil reagisce prontamente allaffronto stabilendo lo sterminio totale dellumanità: il Diluvio Universale. Esigendo, al contempo, il giuramento solenne degli dèi affinché ciò si realizzi. Enki/Ea si indigna e chiede per quale ragione debba giurare per sterminare le sue "creature", ricordando che non è compito suo procurare questo, che se ne occupi il dio Enlil.

  • III Tavola: il dio Enki/Ea soccorre Atraḫasis invitandolo a costruire una barca dove rifugiarsi e dove mettere in salvo tutte le specie di animali; Atraḫasis porta a compimento lopera poco prima del Diluvio Universale; tutti gli uomini periscono e la barca di Atraḫasis approda sulla cima di un monte; gli dèi accorrono intorno alla barca di Atraḫasis, Enlil è furioso ma alla fine, calmato da Enki/Ea, decide di consegnare ad Atraḫasis la vita eterna; nello stesso tempo gli dèi operano delle restrizioni nei confronti del genere umano.

Il dio Enki/Ea non vuole che lumanità venga sterminata, allora invia un sogno ad Atraḫasis. Le righe 3-10 contenenti linvocazione di Atraḫasis nei confronti di Enki/Ea sono andate perdute, successivamente i leroe del Poema chiede spiegazione del sogno al dio. Enki/Ea parlando per mezzo di una parete, invita Atraḫasis ad abbattere la sua casa e quindi a costruire una barca, suggerendogli di nasconderla affinché il dio Sole, Šamaš Utu, non la scorga. La barca, precisa Enki/Ea, deve essere grande e solida, dopodiché, avverte il dio, io ti "farò piovere uccelli in gran numero e pesci in ceste" rigo 35. Atraḫasis convoca gli anziani della città e li avverte che Enlil ed Enki/Ea sono in dissidio, per questa ragione lui, Atraḫasis, devoto del secondo dio rigo 45, ha deciso di abbandonare la terra, regno di Enlil, per recarsi nel regno di Enki/Ea. Gli artigiani della città lo aiutano a costruire la grande barca, terminata la quale, Atraḫasis inizia a riempire con i suoi beni e con gli esemplari di tutti gli animali. Infine organizza un banchetto. Il tempo sulla città cambia repentinamente, il cielo si oscura e iniziano i primi tuoni. Atraḫasis si rifugia nella barca tappando con il bitume il boccaporto. Il Diluvio Universale si scatena le "genti morivano come mosche" rigo 19. Il terribile Diluvio inorridisce anche gli dèi e Enki/Ea è infuriato nel vedere le sue creature sterminate. La dea Mammi si dispera dal rigo 32 e sgg. domandandosi come possa "restare qui in questa dimora di dolore" ; gli uomini riempiono il mare "come moscerini di fiume,/ come pezzi di legno, eccoli ammucchiati sulla spiaggia". Le prime 29 righe della V colonna sono andate perdute. Il Diluvio ha termine e la barca di Atraḫasis approda sulla cima di un monte, Atraḫasis libera tutti gli animali e sacrifica per mezzo di una fumigazione odorosa agli dèi. Enlil si avvicina alla barca e resosi conto che un uomo è scampato al Diluvio si infuria domandandosi chi abbia tradito il divino giuramento. Anu suggerisce che possa essere stato Enki/Ea il quale a questo punto interviene confessando il suo intervento a favore di Atraḫasis, invitando Enlil a calmarsi e ricordandogli che al colpevole che va indirizzata la punizione. I versi 27-38 sono andati perduti, qui gli dèi dovevano trovare un accordo e quindi concedere limmortalità ad Atraḫasis. La Tavola riprende con la soddisfazione degli dèi e con Enki/Ea che convoca Mammu, la dea-madre a cui chiede di imporre agli uomini la mortalità e la triplice legge che consiste nella rendere alcune donne infeconde, far imperversare il demone il demone-Pašittu che strappa i bambini dalle madri e istituire la consacrazione di alcune di loro proibendo loro, in questo modo, di divenire genitrici. Altre 42 righe perdute, poi un inno in onore di colui che ha salvato la stirpe dellumanità nei giorni del Diluvio Universale.



                                     

2.2. Atraḫasis, Utanapištim, nella letteratura assiro-babilonese LUtanapištim di Sinlechi: Tavole X e XI

Il titolo "Epopea di Gilgameš", comunemente assegnato allopera Utanapištim, è moderno e non è attribuibile in alcun modo ai suoi estensori. Nei cataloghi antichi, sumeri, assiri e babilonesi, qualsiasi opera era identificata con la sua prima riga di trascrizione, o più precisamente con una parte della prima riga. La versione che è indicata convenzionalmente dai moderni come "classica", è attribuita allo scriba ed esorcista cassita Sîn-lēqi-unninni "Sinlechi". Fu rinvenuta circa due secoli fa in frammenti di argilla tra le rovine della biblioteca reale nel palazzo del re Assurbanipal Aššur-bāni-apli a Ninive, capitale dellimpero assiro. Tale opera è stata certamente raccolta e canonizzata prima dellVIII secolo a.C., forse intorno al XII secolo a.C., e successivamente fedelmente riprodotta come era costume degli scribi. Questa versione classica era raccolta in XII tavole, la cui maggior parte è composta da tre colonne, sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Ogni colonna si compone di 50 righe, dal che gli studiosi deducono che lintera opera fosse composta da circa 3000 righe, di cui più 2000 sono giunte fino a noi. La divisione dellEpopea classica nelle XII tavole non segue una logica di "contenuto", ma semplicemente di "lunghezza": quando una tavola esauriva lo spazio per il racconto, questo veniva fatto seguire in quella successiva; accade quindi che un singolo racconto dellEpopea possa occupare lo spazio di più tavole.

Nelle Tavole X e XI dellEpopea classica babilonese in accadico: ūmīu4 meš -ka). Utanapištim spiega quindi al re di Uruk che

  • La triste partenza di Gilgameš e la perdita della pianta della giovinezza. Gilgameš è disperato e invita il battelliere Uršanabi a ripulirlo dalla propria sporcizia e dalle pelli logore, donandogli nuovamente un aspetto regale. Gilgameš si predispone quindi a tornare a Uruk da re. Ma la moglie di Utanapištim invita il marito a fare un dono di commiato a Gilgameš, questi si risolve a comunicargli, per dono, un secondo segreto: esiste una pianta pungente come un rovo, se Gilgameš la raggiunge e la raccoglie. Ascoltato ciò, Gilgameš scava un canale e si immerge nelle sottostanti acque dellApsū, raccogliendo la pianta miracolosa. Gilgameš si decide tuttavia a non mangiarla subito ma a dividerla con i vecchi di Uruk per provarne gli effetti. Intrapreso il viaggio di ritorno, il re di Uruk si ferma per lavarsi in una pozza dacqua, nel mentre si purifica, un serpente si avvicina e, annusata la pianta della giovinezza, la mangia, perdendo così la sua vecchia pelle. Gilgameš è nuovamente disperato e piange amaramente la perdita della pianta.
  • Utanapištim racconta ciò che accadde dopo il Diluvio. Allalba del settimo giorno il Diluvio cessò. Utanapištim guardò fuori dalla nave dove regnava il silenzio: lintera umanità era tornata ad essere argilla accadico: ù kul-lat te-ne-šé-e-ti i-tu-ra a-na ti-it-ti. Utanapištim pianse con fiumi di lacrime, guardando fuori la nave scorse unisola e quindi limbarcazione si incagliò sulla vetta del monte Nimuš. Allalba del settimo giorno Utanapištim liberò una colomba che tornò indietro perché non trovò un luogo dove fermarsi. Quindi liberò una rondine ma anchessa tornò. Infine un corvo che invece avendo trovato cosa mangiare e dove posarsi, non tornò. Utanapištim si risolse quindi ad abbandonare la nave, predisponendo un sacrificio di libagioni in sette vasi con canna, cedro e mirto. Allora tutti gli dèi si raccolsero intorno allofferta di profumi per odorarli, ma Utanapištim intimò al re degli dèi, Enlil, di non accostarvisi, in quanto fu colui che aveva deciso di scatenare il Diluvio distruggendo lumanità. Enlil giunse nei pressi della nave di Utanapištim e scoperto che alcuni uomini erano scampati al Diluvio, si infuriò, domandandosi quale dio li aveva potuti avvertire, ponendoli in salvo. Ninurta gli rispose che con ogni probabilità a compiere ciò era stato Ea.
  • Utanapištim racconta il Diluvio. Gilgameš dice a Utanapištim che non nota alcuna differenza con lui, le loro membra sono uguali, quindi gli domanda come abbia ottenuto limmortalità dagli dèi. Utanapištim gli risponde raccontandogli un segreto: nellantica città di Šuruppak, che si colloca sulle rive dellEufrate, abitavano gli dèi che un giorno decisero di inviare il Diluvio sulla terra, giurando su questo tra loro. Ma il dio Ea lEnki sumerico decise di rivelare il piano alla parete di una capanna, avvertendo così il figlio di Ubartutu, Utanapištim, di abbattere la sua casa costruendo una nave, abbandonando quindi tutti i suoi possedimenti per aver salva la vita. Ea gli intimò anche di far salire sulla nave tutte le specie di esseri viventi. Utanapištim obbedì a Ea, ma gli chiese cosa avrebbe dovuto rispondere alle domande dei suoi concittadini. Ea gli consigliò di raccontare che il re degli dèi, Enlil, era adirato con lui e quindi aveva deciso di sfuggirgli scendendo nellApsū sumerico: Abzu ; le acque sotterranee, lì dove vive il dio Ea/Enki per vivere con Ea; di converso, Enlil, avrebbe recato abbondanza e ricchezze agli altri cittadini di Šuruppak. Utanapištim approntò quindi la nave, divisa in sei comparti e alta sette livelli per centoventi cubiti complessivi, alloggiando la sua famiglia, le varie specie di esseri viventi, le provviste e i tesori che possedeva. Il dio Sole Šamaš avvertì Utanapištim dellarrivo del Diluvio facendo piovere focacce e grano su Šuruppak: fu il segnale perché Utanapištim si rifugiasse dentro la nave sbarrandone la porta. Il giorno si fece tenebra e una terribile tempesta sconvolse la città e tutta la terra. Anche alcuni dèi ebbero timore del diluvio: Ištar, Beletili e altri Annunaki si lamentarono di ciò che avevano procurato. Per sette giorni e sette notti il terribile Diluvio si abbatté sulla terra.
  • Utanapištim racconta il diverbio tra gli dèi. Ea allora intervenne accusando di sconsideratezza Enlil, che avrebbe dovuto punire gli uomini che compivano i delitti piuttosto che ucciderli. Sarebbe stato infatti preferibile diminuirne il numero, ma non sterminarli tutti. Poi Ea precisò che non aveva avvertito nessuno, ma solo inviato un sogno ad Atra-ḫasis che questultimo aveva correttamente interpretato. Ea concluse invitando Enlil a fare le sue scelte. Il re degli dèi salì sulla nave e, prendendo per mano Utanapištim e facendo inginocchiare sua moglie, li benedisse rendendoli simili agli dèi quindi immortali intimandogli però di vivere lontano, nei pressi della foce dei fiumi.
  • La prova del sonno per Gilgameš. Terminato il racconto, e spiegato a Gilgameš il motivo della sua immortalità, Utanapištim domanda al re di Uruk come possa riuscire a far nuovamente riunire gli dèì affinché questi si decidano a renderlo immortale, invitandolo infine a non dormire per sei notti consecutive. Gilgameš si siede, ma appena seduto si addormenta. La moglie di Utanapištim invita il marito a svegliare subito il re di Uruk, ma questi gli risponde che lumanità è ingannevole e quindi intima alla moglie di cuocere un pane ponendolo poi vicino alla testa del re di Uruk, segnando su un muro i giorni che passano. Giorno dopo giorno i pani si accumulano vicino al capo di Gilgameš risultando secco quello del primo giorno e, via via, fino al più fresco, quello dellultimo giorno: sono passate sei notti e Gilgameš ha sempre dormito, la sua prova e fallita. Utanapištim tocca Gilgameš e lo sveglia comunicandogli il suo fallimento.

Il filologo e assiriologo francese Raymond-Riec Jestin così chiosa la narrazione della ricerca dellimmortalità da parte delleroe di Uruk:

                                     

3. Xisouthros Ξίσουθρος nella Storia di Babilonia Βαβυλωνιακὰ di Berosso Βήρωσσος

Berosso anche Beroso, in greco antico Βήρωσσος che rende laccadico Bēl-rēušunu Bel citata secoli dopo da autori cristiani come Eusebio di Cesarea e Cirillo di Alessandria. In questi frammenti si parla di Sisithros altra resa del sumerico Ziusudra con una storia analoga, anche se più sintetica, a quella riportata di Alessandro Poliistore.

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Atraḫasis IL SAPERE.

Il testo venne subito conosciuto come poema di Atraḫasîs, in quanto il frammento che era venuto alla luce trattava una delle varie versioni. Atraḫasis LAltra Genesi. LAtrahasîs atra hasîs, il sommamente saggio è un poema epico in lingua accadica della prima metà del II millennio a. C. da alcuni datato. Il mistero di Yonaguni: resti di una antica piramide nel mezzo del. A Gilgamesh, il quale, dopo questa scoperta paurosa, partirà alla ricerca dell​unico uomo in possesso del segreto dellimmortalità, Atraḫasis. Atrahasis Ufopedia. Igigi ed Anunnaki nel poema epico Atrahasîs. Il poema epico di Atrahasîs ​poema del supersaggio è un lungo poema epico, probabilmente.





Dio era un extraterrestre? Libertà e Persona Associazione culturale.

12 set tanogabo LAtraḫasis atra hasîs, il sommamente saggio è un poema epico in lingua accadica della prima metà. La morte altrove Docsity. 52 Cf. Atraḫasīs iv, specialmente vv. 21 23, sulle tragiche conseguenze che lo sterminio dellumanità ha sugli dèi, ormai dipendenti dagli uomini e incapaci di.


NOÈ in Enciclopedia Italiana Treccani.

The Epic of Atrahasis is the fullest Mesopotamian account of the Great Flood, Enki explains the dream to Atrahasis and betrays the plan. Riassunto manuale di storia delle religioni massenzio filoramo. La più antica versione dellepopea di Atraḫasis di origine sumera è stata datata allepoca del regno del pronipote di Hammurabi,. Yonaguni: Resti Di Una Antica Piramide? - Amici Della Scienza. Creazione delluomo: Atraḫasis Laltro poema accadico in cui è trattata la creazione delluomo è LAtraḫasis. è presente B elet ili,. Atraḫasis pedia Artefatti antichi, Mitologia e Preistoria. Tavola cuneiforme che riporta il Poema di Atraḫasis, la versione paleobabilonese in lingua accadica del mito del Diluvio Universale. Risalente al XVII.





TESI ENRICA ZAMPERINI.

A Gilgamesh, il quale, dopo questa scoperta paurosa, partirà alla ricerca dell​unico uomo in possesso del segreto dellimmortalità, Atraḫasis. Следующая Войти Настройки Конфиденциальность Условия. Enki: il grande Dio sumero Ufo e Alieni. 2 I poemi di Atrahasīs e Gilgamesh: supporto materiale, manoscritti, recensioni, testo e contesto 3 Il diluvio in Mesopotamia 4 Lettura dal cuneiforme, analisi. ASSIRIOLOGIA II Unive. Il Poema di Atraḫasis inizia con le condizioni dettate dal Dio cielo Anu salito in cielo, ed Enki scieso nellApsû, il mondo sotterraneo degli.


Il lavoro Parrocchia Cristo Re Milano.

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Un mito mesopotamico che descrive bene questa nuova realtà è il mito di Atrahasìs secondo il quale allOrigine del mondo esistevano due schiere di dèi: la. Lavoro, condizione di lavoro e tempo libero LEONE XIII. Deucalione, nella mitologia greca, o Utnapishtim, Ziusudra e Atraḫasis, nella tradizione mesopotamica, sono i più noti sopravvissuti di una. Poesie paranormali pagina 5 ForumFree. 5 Citiamo tra questi: Enki e Ninmaḫ, Enki e Ninḫursag, Enki e l ordine del mondo​, Atraḫasis, Il mito di Anzû, Nergal ed Ereškigal, Il mito di Adapa. 1.





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Atraḫasis è il re di Šuruppak e leroe dei poemi mesopotamici inerenti al Diluvio Universale, evento mitico a cui lui sopravvisse, e a cui gli dèi consegnarono limmortalità. Larca di noha e il diluvio universale nelle tradizioni del mondo antico. Shulgi, Salmanassar III, Eannatum, Esarhaddon, Ur Nammu, Nabopolassar, Kubaba, Ashur uballit I, Meskiaggasher, Assurnasirpal II, Atraḫasis, Urukagina,. IL LAVORO NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA Fisp. Nelle mitologie mesopotamiche è in sumerico Ziusudra Vita dai giorni eterni e in accadico Atraḫasis Grande Saggio o anche Utanapištim Giorni della.





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A Gilgamesh, il quale, dopo questa scoperta paurosa, partirà alla ricerca dell​unico uomo in possesso del segreto dellimmortalità, Atraḫasis. Следующая Войти Настройки. Avvenimenti misteriosi prima dellavvento delle grandi civiltà Atzechi. Enki nel poema Atrahasîs. La storia accadica babilonese dell Atrahasis c. 17 ° secolo aC dà unaltra versione della creazione ma, ancora,. Annunaki, sumeri, 2012, notizie prese in giro sulla Worlds Mystery. NellAtrahasìs, infatti, si narra di come gli Annunaki utilizzassero per i lavori umili delle divinità minori dette Igigi. Proprio a causa di una rivolta degli Igigi, stanchi. 10 TWIN BLADE CARTUCCIA LAMETTE clip on per GILLETTE. Le migliori offerte per 20 TWIN BLADE CARTUCCIA LAMETTE clip on GILLETTE CONTOUR Vettore atraḫasis sono su eBay Confronta prezzi e. LA STORIA DEL DILUVIO UNIVERSALE E DI ORIGINE SUMERICA?. Diluvio Universale chiamato in sumerico Ziusudra Vita dai giorni eterni, in accadico Atraḫasis Grande Saggio o anche Utanapištim Giorni della vita.


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Zum Vergleich eignet sich hier der mesopotamische Atraḫasīs Mythos, der wie das Alte Testament die Sintflut in einem urgeschichtlichen Kontext erzählt. 9781232615316: Sovrani mesopotamici: Re di Babilonia, Sovrani. Duzione di enūma inūma cf lincipit di Enūma eliše di Atraḫasīs, i.e. inūma ilū awīlum e il sangue di un dio ucciso, Qingu in Enūma eliš e Geštu in Atraḫasīs. 20 TWIN BLADE CARTUCCIA LAMETTE clip on GILLETTE eBay. Tramite il diluvio Atraḫasis subdolo e vendicativo anche con dei ed eroi, come nel caso del mito Enlil e Ninlil, in cui approfitta carnalmente. Il mistero di Yonaguni: resti di una antica piramide nel mezzo del. Il poema Quando gli dèi erano uomini conobbe una vastissima diffusione nell​antichità: le tavolette che lo riportano e che sono sta te fino ad oggi identificate,.





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Molti citano Atraḫasis, e ancor più lEpopea di Gilgamesh, convinti che gli ebrei abbiano copiato pari, pari, da miti sumerici e o babilonesi preesistenti. Zecharia Sitchin: Nibiru 2012. Lo troviamo scritto nellEnuma eliš o nellAtraḫasis? dav1: - Citazione da: LIL 24 Novembre 2015,:31 pm - Scusa Dav, ma che fai le fotografie alle.


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Il Poema di Atraḫasis si apre con la condizione venuta in essere subito dopo la creazione del cosmo e delle divinità primordiali. Il dio del cielo. EN.LÍL Lord of heaven, lord of abundance, lord of earth are you. Atraḫasis traduzione nel dizionario italiano inglese a Glosbe, dizionario online, gratuitamente. Sfoglia parole milioni e frasi in tutte le lingue. Energia umani consapevoli uomini e donne ed eterne essenze. Posto organico, il Grande Saggio. Grande Saggio, o Super Saggio, è la traduzione del nome accadico delleroe del diluvio: Atramkhasis o Atrahasîs p.​160. Enki e Anunnaki: Atraḫasis –. A Gilgamesh, il quale, dopo questa scoperta paurosa, partirà alla ricerca dell​unico uomo in possesso del segreto dellimmortalità, Atraḫasis. Следующая Войти Настройки Конфиденциальность.


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